Il Neocomportamentismo
Il Neocomportamentismo
Tra gli anni Trenta e Cinquanta, il neocomportamentismo emerge negli Stati Uniti come risposta critica al comportamentismo classico (stimolo-risposta-rinforzo). Edward Chace Tolman (1886-1959) fu uno dei principali esponenti. Egli sostenne che il modello S-R (stimolo-risposta) era troppo semplicistico e non spiegava adeguatamente l'apprendimento.
Secondo lui infatti, vi sono altre due variabili che influenzano il comportamento:
- la motivazione -> definita a partire dai bisogni primari (come la fame). è indispensabile perchè il soggetto apprenda e fornisca una risposta ottimale al compito
- la cognizione -> Il soggetto (animale o umano) esplora strategie e riorganizza mentalmente gli stimoli per raggiungere un obiettivo. I tentativi non sono solo "errori", ma esperienze che creano una nuova visione del problema.
L'apprendimento latente:
Tolman condusse un esperimento con tre gruppi di topi in un
labirinto.
I topi imparano a raggiungere il cibo in un labirinto con 3
percorsi diversi:
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Percorso 1 (il più breve): viene preferito inizialmente.
Dopodiché viene bloccato:
- I topi usano il percorso 2 in alternativa.
- Se viene bloccato anche il percorso 2, usano il percorso 3.
Risultato: I topi non seguono sequenze rigide ma usano
una mappa cognitiva (rappresentazione mentale del labirinto) per adattarsi.
Grazie ai risultati di tale esperimento Tolman elaborò il concetto di -> apprendimento latente.
Secondo lo studioso, tutti i topi apprendevano la struttura del labirinto con la semplice attività di esplorazione spontanea. Ciò che aumentava la probabilità di trovare la via d'uscita era la presenza di una meta appetibile con il cibo.
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Quindi in sintesi l'apprendimento latente è ciò che rimane nascosto e inespresso fino a quando il soggetto non è motivato a produrre la prestazione a esso collegata.




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