Il cognitivismo e le nuove teorie sull'apprendimento

 Il cognitivismo e le nuove teorie sull'apprendimento

Il cognitivismo nasce come risposta ai limiti del comportamentismo, che considerava la mente una “scatola nera” e si concentrava solo sui comportamenti osservabili.

Con il cognitivismo, invece, la mente torna protagonista nello studio dell’apprendimento.

L’apprendimento, per i comportamentisti, consiste in una modificazione del comportamento: a uno stimolo segue una risposta e, se questa viene rinforzata positivamente, il comportamento tende a ripetersi. Il rinforzo può essere un premio, un voto alto o un’approvazione, mentre la punizione serve a ridurre un comportamento.

In questa prospettiva la mente è vista come una black box, una scatola nera di cui non è necessario conoscere il funzionamento interno. Ciò che conta è il legame tra stimolo, risposta e rinforzo.

Il cognitivismo

Il cognitivismo nasce in opposizione al comportamentismo e sostiene che, per spiegare il comportamento umano, sia indispensabile studiare i processi mentali. Tra stimolo e risposta intervengono il pensiero, la memoria, l’attenzione e le strategie cognitive.

L’apprendimento non è più una semplice reazione, ma un processo di elaborazione delle informazioni: l’individuo 

  • comprende; 
  • organizza;
  • collega le nuove conoscenze a quelle già possedute.
 La mente, quindi, non è una scatola nera, ma un sistema attivo che costruisce significati.

Tuttavia, al momento dell'affermazione del cognitivismo nell'ambiente accademico, la prospettiva cognitivista presentava una serie di principi che erano condivisi da tutti i suoi esponenti.

  • Principio delle basi biologiche dei processi psichici: la psicologia studia il sistema nervoso, dove fanno parre anche i processi psichici, che hanno la funzione di regolare l'adattamento dell'organismo all'ambiente.
  • Principio evolutivo: i processi psichici maturano in corrispondenza allo sviluppo del sistema nervoso.
  • Principio costruttivista: l'ambiente sterno è costruito dal soggetto in base alle sue azioni e informazioni selezionate.
  • Principio mentalista: la mente contiene dei modelli che orientano il comportamento in base a rappresentazioni soggettive dal mondo esterno.
  • Principio dell'elaborazione dell'informazione: i modelli mentali vengono costruiti dalle informazioni esterne e interne all'organismo.
  • Principio della simulazione: i computer possono simulare l'elaborazione compiuta dalla mente umana se utilizzano processi e regole di funzionamenti simili.

Bruner e l'importanza del contesto socioculturale

Bruner -> è stato uno dei più importanti esponenti del cognitivismo internazionale. Inizialmente si occupò dello studio della percezione e fece parte della correte New Look, un movimento teorico interessato a introdurre nuovi concetti per spiegare i fenomeni percettivi.

Per Bruner, apprendere significa organizzare le informazioni e dare loro senso attraverso categorie e concetti. L’apprendimento è influenzato anche dalla cultura, che fornisce strumenti mentali e modi di pensare.

Un concetto centrale è lo scaffolding-> cioè l’aiuto iniziale fornito dall’insegnante o da una persona esperta, che viene progressivamente ridotto per rendere lo studente autonomo.

Lo strutturalismo didattico:

Lo strutturalismo didattico, promosso da Bruner, si oppone all'insegnamento meccanico e nozionistico.
L'obiettivo principale è far sì che lo studente comprenda la struttura profonda di una disciplina. Bruner sostiene che, se l'istruzione si concentra sui concetti fondamentali e sulle relazioni logiche che li legano, lo studente sviluppa dei modelli mentali che gli permettono di dare senso a tutto ciò che incontra in seguito. In pratica, non si tratta solo di trasmettere contenuti, ma di fornire gli strumenti di base per organizzare e dare significato alla realtà. Questo approccio valorizza l' apprendimento per scoperta, dove lo studente è attivo nel costruire la propria conoscenza, mobilitando le proprie risorse intellettuali.


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